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PROBIOTICI DI PRECISIONE E ANTIBIOTICI INSIEME: UNA SCELTA CHE FA BENE ALL’INTESTINO

Quando si assume un antibiotico, soprattutto per più giorni, l’intestino lo sente.
Nausea, mal di pancia, feci non regolari, talvolta anche disturbi urogenitali come la candidosi… sono effetti collaterali piuttosto comuni.

Gli antibiotici, pur essendo fondamentali per contrastare l’infezione, non fanno distinzione tra microbi “buoni” e “cattivi”: agiscono anche sul microbiota intestinale, indebolendone l’equilibrio.
È quella condizione che i medici definiscono disbiosi.

Oggi sappiamo però che una soluzione c’è: affiancare all’antibiotico il probiotico giusto.

Lo studio clinico che lo conferma

Una recente ricerca clinica randomizzata su pazienti adulti sottoposti a estrazione chirurgica del dente del giudizio ha valutato l’impatto della co-somministrazione di Bifidobacterium breve PRL2020 in associazione ad amoxicillina o amoxicillina/acido clavulanico.
I risultati parlano chiaro:

-64% di disturbi gastrointestinali
-100% disturbi urogenitali
al 14° giorno dalla terapia, nei pazienti che assumevano antibiotico + probiotico, rispetto agli antibiotici da soli.

Anche a 2 mesi dal termine del trattamento, i pazienti che avevano assunto il probiotico presentavano meno sintomi residui, a conferma di una migliore resilienza del microbiota.

In sintesi: chi assumeva PRL2020 insieme all’antibiotico stava meglio prima, durante e dopo.

Perché proprio Bifidobacterium breve PRL2020?

Il ceppo PRL2020 ha una caratteristica unica:
è resistente all’azione dei beta-lattamici più prescritti in odontoiatria e in pediatria, cioè Amoxicillina e Amoxicillina/Acido Clavulanico.

Questo significa che rimane attivo nell’intestino mentre l’antibiotico svolge la sua funzione, continuando a:

favorire l’equilibrio del microbiota
sostenere la barriera intestinale
contrastare la proliferazione di microrganismi indesiderati
ridurre il rischio di diarrea, gonfiore e nausea

Il vantaggio è concreto e immediato: l’antibiotico cura, il probiotico protegge.

Un approccio più tollerabile per tutti

Secondo lo studio, la combinazione probiotico + antibiotico si è dimostrata particolarmente utile nei pazienti più sensibili alla disbiosi o con precedenti reazioni avverse agli antibiotici.

E non si tratta solo di “star meglio”:
ogni trattamento che riduce gli effetti collaterali migliora l’aderenza alla terapia e la qualità del recupero post-operatorio.

In pratica: quando il paziente sta meglio, guarisce meglio.

Il valore di una co-somministrazione intelligente

Non tutti i probiotici sono uguali.
Serve un ceppo:

🔹 selezionato scientificamente
🔹 resistente agli antibiotici prescritti
🔹 adatto all’intestino umano

  1. breve PRL2020 risponde perfettamente a questi requisiti.

E questo spiega perché è inserito nella formulazione Brevicillin®, specificamente pensata per l’integrazione in concomitanza alla terapia antibiotica.

In conclusione

Aggiungere un probiotico non è un di più, ma un modo per:

mantenere il microbiota più equilibrato durante la cura
ridurre gli effetti collaterali più fastidiosi
sostenere il benessere dell’intestino anche dopo la terapia

La scienza lo conferma: antibiotico + PRL2020 = migliore tolleranza, migliore ripresa.

* Mancabelli L, Mancino W, Lugli GA, Argentini C, Longhi G, Milani C, Viappiani A, Anzalone R, Bernasconi S, van Sinderen D, Ventura M, Turroni F. Amoxicillin-Clavulanic Acid Resistance in the Genus Bifidobacterium. Appl Environ Microbiol. 2021 Mar 11;87(7):e03137-20. doi: 10.1128/AEM.03137-20. PMID: 33483308; PMCID: PMC8091617.